Appuntamento alla Rassegna per trasformare l’ottimismo in azione concreta.
Cambiano gli scenari economici mondiali e torna un po’ di ottimismo per la suinicoltura. Come sempre la Rassegna suinicola internazionale sarà un momento privilegiato per fare il punto della situazione. E dalla Cina concreti segnali di interesse.
Finalmente lo scenario è cambiato: i prezzi di vendita dei maiali sono saliti a livelli soddisfacenti. Non solo. Lo scoppio delle bolle speculative ha prodotto un brusco rientro dei costi di energia e materie prime per l’alimentazione animale, contribuendo a rendere più favorevole lo scenario della suinicoltura italiana. Certo, le ferite della lunga crisi sono ancora profonde, per molti mesi i produttori hanno venduto in perdita e ancora da decifrare nella loro interezza sono le conseguenze possibili dei sommovimenti finanziari in atto a livello globale. Tuttavia c’è spazio, prudente ma razionale, per un certo ottimismo: dopo i cieli plumbei si comincia a vedere un po’ di sereno.
Uno stato d’animo che si riflette sugli operatori della filiera, che da sempre hanno nella Rassegna suinicola di Reggio Emilia il momento più significativo di incontro e di confronto. Ebbene, questo nuovo clima ha spinto molti tra coloro che stavano alla finestra, ancora indecisi se partecipare o no, a sciogliere gli indugi e confermare la loro presenza. Il risultato si vedrà a Reggio Emilia tra qualche mese, nell’edizione del cinquantenario, quando sarà possibile analizzare con più elementi in mano la situazione suinicola nazionale e internazionale. Perché, non va dimenticato, i fattori di criticità della filiera nazionale, evidenziati drammaticamente dalla crisi, sono ancora tutti sul tappeto e richiedono idee e decisioni precise. Che sicuramente arriveranno dalle personalità internazionali invitate per i numerosi convegni, ma anche dal fitto intrecciarsi di incontri tra gli operatori suinicoli che avranno luogo tra i padiglioni reggiani. Se un certo ottimismo c’è, l’obiettivo dichiarato della Rassegna è quello di trasformarlo in azione concreta. Con una prospettiva italiana, sicuramente, ma non solo, come testimoniano adesioni e interessamento di operatori internazionali. Certo, non è un mistero che da tutta Europa provengano segnali di interesse per la manifestazione reggiana, dato che questo è un appuntamento ormai da tempo segnato con il simbolo della priorità su tutte le agende suinicole. Il fatto nuovo è l’interesse mostrato dalla Cina. Un fatto nuovo su cui si sta lavorando, per creare un asse suinicolo Pechino-Reggio Emilia che faccia della Rassegna, oltre che una vetrina, anche una via di accesso privilegiato per gli operatori italiani verso l’immenso mercato cinese.
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