Prove alimentari per ridurre
l'azoto disperso dagli allevamenti suini
Presentati alla Rassegna Suinicola Internazionale di Reggio Emilia i risultati intermedi di un progetto del CRA (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura): le risultanze sono ancora interlocutorie
Sono stati analizzati alle Fiere di Reggio Emilia, nell'ambito della 50esima Rassegna Suinicola Internazionale, nel corso di un convegno, i primi risultati di un progetto del CRA (Consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura) denominato “Tecnologie alimentari per la riduzione dell'impatto ambientale da azoto negli allevamenti intensivi italiani” (Progetto RENAI).
L'iniziativa era la prima di presentazione dei risultati di queste sperimentazioni, che riguardano tutti i principali settori zootecnici. Nel caso specifico la sperimentazione ha riguardato i suini.
Il responsabile del Progetto suinicolo dr. Giacinto Della Casa del CRA ha spiegato le prove, che sono consistite nella riduzione del tenore proteico dei mangimi somministrati ai suini, aumentando di contro gli amminoacidi di sintesi nei suini in fase di 'finissaggio', da 100 kg a 160. Con due diversi gruppi e con due diverse riduzioni del tenore proteico, si volevano valutare i parametri di qualità della carne e del grasso, il contenuto di azoto nelle deiezioni, l'emissione di ammoniaca nell'ambiente, la stima dei costi e benefici economici di queste prove.
I risultati sperimentali dicono come si verifichi una tendenziale riduzione dell'accrescimento medio giornaliero, una riduzione dell'azoto escreto (disperso) ed un miglioramento della resa dell'azoto, un tendenziale aumento della resa di macellazione.
Risultati interlocutori da un punto di vista qualitativo e per l'ambiente, cosa che si conferma anche nelle prove eseguite dal CRPA di Reggio Emilia (Centro Ricerche Produzioni Animali),che collabora al progetto per la parte suinicola. Secondo quanto illustrato da Laura Valli, le prove hanno mostrato, a parità di performances produttive, una sensibile riduzione delle emissioni ammoniacali, con beneficio si per l'ambiente interno all'allevamento sia per quello esterno. Particolarmente vantaggiosa per l'allevatore è risultata la riduzione dell'azoto al campo, che permette di ridurre la disponibilità di terreno per gli spandimenti. Questo è un risultato importante anche ragionando della Direttiva Nitrati, in corso di revisione e proprio con il supporto tecnico del CRPA, per quanto riguarda il nostro Paese e la prospettiva di richiedere una deroga agli attuali limiti di azoto spandibile sul terreno.
Dal punto di vista economico, Kees De Roest (anch'egli del CRPA), ha illustrato risultanze che segnalano come elementi negativi la crescita più lenta dei capi, l'indice di conversione alimenti più elevato, un maggior costo di alimentazione; di contro, elementi positivi sono risultati la riduzione del terreno per spandimento liquami (o la possibilità di aumentare il numero di capi allevati), la riduzione del costo di gestione dei liquami, la riduzione del costo complessivo di produzione (-1,5%).
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